Il primo maggio è una giornata ovviamente da festeggiare ma deve essere anche una giornata di riflessione.

Noi “Donne fuori dal silenzio” non possiamo non evidenziare come il tasso di disoccupazione femminile in Italia è una piaga ancora difficile da sanare da quando la passata pandemia ha ulteriormente aggravato.

Come enunciato dai dati ISTAT su 101000 nuovi disoccupati 99000 sono donne.

Come se ciò non bastasse non possiamo dimenticare le discriminazioni che le donne che un lavoro ce l’hanno subiscono con la disparità salariale e con le difficoltà che incontrano nel fare carriera.

Anche queste sono forme di violenza di tipo psicologico ma non meno gravi di quelle di tipo fisico.

Auspichiamo quindi che venga presto il giorno in cui a tutte le donne saranno garantiti tutti i diritti che recita l’articolo 37 della nostra costituzione perché quella sarà l’occasione per poter dire senza alcun dubbio che il Primo maggio è finalmente la festa delle lavoratrici e dei lavoratori.