Sei donne prigioniere a Evin protestano contro le recenti esecuzioni:
La Repubblica islamica non otterrà nulla continuando con le esecuzioni capitali ma al contrario è destinato a fallire .
Il movimento rivoluzionario “Donna Vita Libertà “ è la dimostrazione della volontà del popolo di porre fine al dominio della tirannia religiosa.
Proseguire con le esecuzioni e addirittura accelerarne l’iter rappresenta solo il tentativo del governo di acquire la repressione e creare paura.
Le esecuzioni che hanno avuto luogo nell’ultimo periodo sono solo atti di pura violenza perpetrati con il solo scopo di dimostrare il proprio potere; un potere la cui debolezza e ipocrisia è oramai evidente al mondo intero.
Le sempre più numerose accuse di “corruzione della terra” e di “guerra contro Dio“ e le conseguenti sentenze di condanna a morte emanate ed eseguite in tutto il paese (Sistan e Belucistan, Khuzestan, Azerbaigian, Kurdistan e a Teheran) frettolosamente e senza un giusto processo sono prive di qualsivoglia giustificazione legale e/o morale.
Noi donne imprigionate a Evin condanniamo l’esecuzione, l’uccisione e il “genocidio” da parte del governo dittatoriale e vogliamo che questa condizione finisca rapidamente.
Sosteniamo le persone che insistono e si battono per la realizzazione del comune obiettivo del movimento rivoluzionario; ossia porre fine al governo religioso e tirannico.
Allo stesso tempo dichiariamo che il governo non otterrà nulla ma fallirà continuando con la soppressione degli oppositori e cercando di creare terrore con le uccisioni.
Chiediamo ai forum internazionali e ai media mondiali di condannare tali violenze e sostenere il popolo facendo pressione sulla Repubblica islamica. Solo così essi potranno concretamente sostenere la volontà del popolo iraniano.
