Ed è arrivata un’ altra Festa della mamma che molte donne vivranno ancora tra le violenze del loro carnefice. Non dimentichiamo infatti, che questo giorno viene usato dall’uomo maltrattante per provocare ulteriore sofferenza nella vittima: ciò avviene nei più svariati modi, che vanno dalle percosse fisiche, fino alla più subdola violenza psicologica. Pertanto che sia la prima, la decima o la trentesima festa della mamma vissuta così, facciamoci il regalo di essere finalmente libere e serene.

Il nostro pensiero va a tutte le donne che fingeranno gioia pur essendo morte dentro; a chi, pur di conformarsi nell’avere una famiglia come quella delle pubblicità ricorrenti in questo periodo, ingoierà bocconi amari e calpesterà la propria autostima. Un augurio speciale a tutte coloro che per sentirsi amate ed accettate, aspetteranno quel complimento che invece non arriverà mai. A chi vive nell’ombra di un uomo, perché non ha ancora trovato la forza di scorgere l’immensa luce di cui è portatrice. A chi prega fortemente, perché colui che la sta distruggendo, diventi buono. Ma state pur certe che tutti potranno essere più buoni, tranne gli uomini violenti. A chi si sente impotente e avrebbe voluto fare di più, perché capisca che gli eroi non sono coloro che fanno grandi cose, ma quelli che rendono le piccole cose grandi. Alla donna che piangerà di nascosto, senza farsi vedere, perché se avesse annunciato “ho lasciato mio marito”, avrebbe ricevuto la commiserazione dei presenti. A chi sfuggirà ogni carezza, perché qualcuno le ha fatto scordare di meritarsele. A chi ha creduto nell’amore, ma il manipolatore lo ha sadicamente usato per sopraffarla. Agli orfani di madre a causa di femminicidio, ai figli rinchiusi nelle case famiglia, a chi auspica che qualcosa giunga a rischiarare il suo impervio cammino. Ai bambini privati delle loro mamme, perché imparino che nessuna distanza fisica impedirà mai la vicinanza e la fusione delle anime.

Auguri, auguri e ancora auguri a tutte.